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il maestoso Duomo di Milano

Vorrei con questo mio breve articolo stuzzicare la vostra curiosità. E’ il primo di alcuni che metterò fra le news del mio sito web e che tratteranno degli illustri personaggi in visita a Milano. Buona lettura!

Mark Twain

Samuel Langhorne Clemens, in arte Mark Twain, è stato uno scrittore, umorista, aforista e docente statunitense fra i più originali ed arguti del suo tempo. Ha realizzato capolavori riconosciuti della letteratura americana del XIX secolo. Fra i suoi più famosi romanzi spiccano quelli che hanno per protagonisti i bambini come ad esempio “Tom Sawyer ed Huckelberry Finn”.
Nel 1869 pubblicò “the innocents abroad” o “the new Pilgrims’ progress”, cronaca fedele del suo viaggio in Europa e in Terra Santa. Durante il suo viaggio arrivò a Milano e della mia città ci lascia parole di elogio. Del nostro Duomo ad esempio scrive:

“Al crepuscolo, siamo giunti nei pressi di Milano e abbiamo intravisto la città e le vette azzurre alle sue spalle. Morivamo dalla voglia di vedere la rinomata cattedrale! Alla fine, una giungla di aggraziate guglie, luccicanti nella luce ambrata del sole, si è lentamente elevata sui tetti bassi delle case allo stesso modo in cui talvolta ci capita di osservare, sull’orizzonte lontano, una massa dorata e torreggiante di nubi sollevarsi sulla distesa di onde, nel mare: la cattedrale!
Lo abbiamo capito immediatamente. Per metà di quella nottata e per l’intera giornata successiva, questo autocrate architettonico è stato l’oggetto esclusivo del nostro interesse. Che meraviglia! Così imponente, così solenne, così grande! Eppure così delicata, così eterea, così elegante! Un mondo solido che, tuttavia, al chiaro di luna, pare un’illusione fatata di arabeschi di ghiaccio pronta a svanire in un soffio! Con quale nitidezza le sue guglie ornate di angeli e la turbolenza dei suoi pinnacoli si stagliavano contro il cielo e con quale ricchezza le loro ombre si proiettavano sul suo tetto candido! Una visione! Un miracolo! Un inno intonato nella pietra, una poesia incisa nel marmo!”

In altri casi, fa una cronaca divertita delle visite guidate, eccovi la sua testimonianza:

“Do you wis zo haut can be?”
Fu quello che la guida chiese mentre stavamo guardando i cavalli di bronzo sull’Arco della Pace. Voleva dire, vuoi andare lassù? Ve lo propongo come esempio di inglese turistico. Queste sono le persone che rendono la vita di un turista faticosa. Le loro lingue non sono mai ferme. Parlano sempre e sempre, questo è il tipo di gergo che usano. Se si limitassero a mostrare solo un capolavoro d’arte, un sepolcro venerabile, una prigione, un campo di battaglia santificato da ricordi toccanti o reminiscenze storiche o grandi tradizioni, e poi si facessero da parte e rimanessero fermi per dieci minuti lasciandoti pensare, non sarebbe così male…….

fortunatamente nel frattempo noi guide locali, siamo migliorate da quando Twain ha visitato Milano, non temete. Spero in qualsiasi caso che prima o poi vogliate voi stessi verificare quanto sia davvero splendido il nostro Duomo e.. soprattutto visitate Milano con una guida abilitata come me.

Io e il Duomo 🙂

Ci vediamo presto a Milano!

 

 

 

 

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